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Robert The: Bookguns

16/12/2010

Tutte le grandi menti del passato e del presente hanno sempre descritto la letteratura e i suoi effetti culturali come una sorta di arma, e proprio su questo assunto si basa il lavoro di Robert The. I suoi lavori donano nuova vita a libri rifiutati ed abbandonati, ponendo l’accento sul loro potere instrinseco ed allo stesso tempo sui limiti che talvolta ha la nostra società nell’assimilare o “consumare” la cultura.

Robert The Bookgun 1

Robert The Bookgun 2

Ecco come lui stesso descrive il suo lavoro:

“Obsession with the semiotic erosion of meaning and reality led me to create objects that evangelize their own relevance by a direct fusion of word and form. Books (many culled from dumpsters and thrift store bins) are lovingly vandalized back to life so they can assert themselves against the culture which turned them into debris.” – Robert The 1995

“L’ossessione per l’erosione semiotica del significato e della realta mi ha spinto a creare oggetti che evangelizzano la propria rilevanza attraverso una diretta fusione di parola e forma.
I libri (molti dei quali recuperati da container di rifiuti e cestini di negozi economici) vengono amorevolmente vandalizzati (e riportati) a nuova vita così da potersi far valere contro una cultura che li ha trasformati in detriti.”- Robert The, 1995

Che dire, lavori veramente belli e concettualmente impeccabili, qui di seguito il sito dell’artista per chi volesse approfondire.

http://www.bookgun.com/

Robert The Bookgun 3

Robert The Bookgun 4

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Lucca Comics & Games 2010

27/10/2010

Lucca Comics and Games 2010

Come ogni anno si avvicina Lucca Comics and Games, e come sempre hounworks attende con trepidazione il giorno.  Ci si presenterà come al solito, un po’ per piacere e un po’ per dovere (in realtà è un 99% piacere – 1% dovere), portfolio alla mano, per instaurare qualche nuova conoscenza e, si spera, qualche nuovo rapporto di lavoro. Ottenere qualche commissione per il settore dell’editoria ludica/letteraria rappresenta una ghiotta occasione per lo studio, soprattutto per l’interesse personale del sottoscritto per l’ambiente e i suoi prodotti. Dei lavori contenuti nel portfolio ne avete visti molti, e quelli inediti verranno ben presto pubblicati sul sito e su questo blog (dopo la fiera), ma se qualcuno fosse presente e volesse scambiare due parole sarà una bellissima esperienza. “E come ci riconosciamo?” direte voi, in effetti non ne ho la più pallida idea, ma se adocchiate il cagnolino del vostro studio preferito ci avete trovati! (uso il plurale perchè oltre al sottoscritto ci sarà ovviamente anche la kitsune, e alcuni parenti e amici).

Insomma, a presto!

Per chi non conoscesse l’evento questo è l’indirizzo da visitare, di sicuro non ve ne pentirete.

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LIU BOLIN – Camouflage Art

12/08/2010

Di nuovo in Asia. In Cina e a Beijing per la precisione, con un’artista che con la sua serie “Camouflage” rappresenta perfettamente i paradossi di un paese vario quanto omologato, creativo e in ascesa quanto ristretto (a volte) e vincolato al proprio passato e alla collettività.

Liu Bolin, questo il suo nome, smaterializza se stesso nell’ambiente circostante, dando una forma con le sue fotografie ad un senso di vacuità dell’uomo moderno e post-industriale. E’ fantastica l’operazione passiva compiuta dall’artista in questa specie di land art al contrario. E’ lui ad adattarsi all’ambiente piuttosto che il contrario, così lui scompare venendo inghiottito.

Davvero dei bei lavori, soprattutto se si pensa che è lui stesso a dipingersi addosso, a volte per diverse ore, lasciando di sasso i passanti. Non a caso si è meritato il nome di “Invisible Man”

LIU BOLIN the Invisible Man

LIU BOLIN the Invisible Man 2

LIU BOLIN the Invisible Man 3

LIU BOLIN the Invisible Man 4

LIU BOLIN the Invisible Man 5

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Elemento di Disturbo: etica condivisione di creatività.

06/12/2009

Quest’estate abbiamo conosciuto dei ragazzi disturbati

Disturbati dalla mancanza di stimoli nella nostra città, disturbati dal passare le giornate tra lavoro e tv, disturbati dal non avere mai nulla di nuovo fare, disturbati dal continuo lamentarsi di non avere nulla di nuovo da fare…E invece di continuare a lagnarsi hanno deciso di creare l’alternativa, di occupare il loro tempo libero per dedicarsi a qualcosa di (ri)creativo che potesse coinvolgere non solo loro ma tutti quelli che ne avessero avuto voglia.

Da qui è nata l’associazione culturale vicentina Elemento di Disturbo che basa il suo lavoro sulla promozione dell’autoproduzione: l’idea fondante è infatti quella della condivisione del sapere.I tre ragazzi – Frederick Rossi, Marco Lavezzo e Alessio Corà – organizzano corsi serigrafici permettendo ai partecipanti di imparare a personalizzarsi una t-shirt (o qualsiasi altro oggetto in tessuto!) anche a casa propria.  L’associazione, che non ha scopo di lucro,

mette a disposizione tecniche, conoscenze e materiali affinchè anche il più estraneo ai processi di stampa, possa imparare e realizzare le proprie magliette indipendentemente da credo politico, razza, situazione sociale o religione.

I corsi sono iniziati ad Ottobre e per parteciparvi basta mandare una mail a elementodidisturbo@autoproduzioni.net .

Inoltre, sempre nell’ottica della collaborazione, è stato indetto un concorso dal titolo Un Disegno Di Disturbo, con scadenza al 20 Dicembre: si tratta di realizzare ed inviare tramite mail o consegnare direttamente al Centro Giovanile Tecchio

una foto, un disegno, o qualsiasi elaborazione bidimensionale, l’importante è che sia originale dell’artista e rilasciata con licenze libere creative commons.

Oltre che su elementodidisturbo.com potete trovare informazioni anche su facebook e MySpace, leggere l’articolo su di loro a pagina 9 di VicenzaPiù (n.174), o cercare il banchetto che i tre baldi giovani portano spesso a feste, mercatini, fiere e concerti (il prossimo sarà quello dei 99 Posse il 13 Dicembre presso il presidio permanente No Dal Molin).

Buona fortuna ragazzi!

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Violenza Psicologica live: riflessioni sulla schiavitù moderna.

15/11/2009

Ieri sera siamo stati invitati a vedere il primo live a Vicenza dei nostri amici Violenza Psicologica…spettacolari! Non solo per la bellissima fusione di voce lirica e ritmiche pesanti e velocissime, ma anche per i testi delle canzoni (sia in inglese che in italiano) ed il modo in cui venivano interpretati teatralmente…ripeto, spettacolari! E’ stato stranissimo: un concerto metal (per definirlo in modo spiccio) in cui c’era poco pogo perchè eravamo tutti lì fermi ad ascoltare le parole ed a rifletterci sù! Sì, perchè i nostri amici sono politicamente scorretti, e parlano del mondo di oggi, di come ci siamo ridotti ad una moderna schiavitù, di come ci vediamo derubare delle nostre libertà, di come le autorità fanno repressione chiamandola protezione! Sono cose che nel nostro piccolo sentiamo tutti, cose di cui cominciamo davvero ad essere stanchi, cose che ci porteranno a reagire con violenza alla violenza psicologica che subiamo…

E giusto per caricare l’animo di sdegno dopo le parole cantate da Bastos (voce) e accompagnate dalle parti strumentali distruttive di Daiki (chitarra), Barbo (basso) e Bez (batteria), ci siamo ritrovati a leggere oggi un bel post del Blog di Beppe Grillo che parla dell’ennesima morte “tra le braccia dello Stato” ovviamente taciuta dai media e coperta dall’omertà che regna sovrana tra le cosiddette forze dell’ordine. Il nome di Giuseppe Uva si aggiunge ai già tanti che conosciamo, come Federico Aldrovandi, Riccardo Rasman, Aldo Bianzino, Stefano Cucchi, e ai troppi di cui ignoriamo l’esistenza.

I primi sei mesi dell’anno si chiudono con un bilancio da “Bollettino di guerra” per le carceri italiane: in 181 giorni sono morti 89 detenuti (1 ogni 2 giorni, in media) e 34 di loro si sono suicidati

(Fonte: Francesco Morelli di Ristretti Orizzonti).

Questo l’abbiamo letto in un interessante articolo scritto da un ergastolano che è stato pubblicato su  nutrimente.myblog.it.

Sono solo poche cose in una marea di informazoni che solo in rete si possono recuperare…e questo fa paura…ma soprattutto fa rabbia!

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