Da qualche anno i designer toy sono ormai diventati un must have per gli amanti della grafica e del design, ex bambini nerd cresciuti a nintendo e cartoni giapponesi (e anche un po’ sottoculture ‘70-’80). I toy vanno in maniera lampante a colmare quel bisogno di ritorno all’infanzia che si cela dentro ogni creativo, oltre che sostituire la schiera di servizi da the, bambole, maschere veneziane e piatti dipinti che invece facevano parte del bagaglio culturale dei nostri avi.

La cosa interessante, prerogativa di queste simpatiche bestie di plastica, è che fungono anche da mezzo pubblicitario, da vetrina e da “foglio bianco” per chi vuole cimentarsi nel fare artistico, diventando molto più che un semplice soprammobile.

Quest’ultimo è anche il motivo principale per cui noi di HW+ abbiamo sempre guardato con invidia a chi i toy se li autoproduceva, aggiungendo alla soddisfazione di personalizzarsi il proprio pezzo quella di esserselo anche scolpito e stampato. Così siamo andati avanti un paio d’anni pensando – beh, dovremmo farlo anche noi un giorno.. – e rimandando come tutti al nuovo anno il momento di mettere in pratica i propri nobili propositi.

Qualche mese fa abbiamo realizzato un primo toy in singola copia, che abbiamo portato in giro con noi a vari festival e mostre, ma del quale abbiamo deciso di non fare copie, e dopo di lui altri sono nati (e ancora in lavorazione) ma sempre come pezzi unici. A quel punto però la macchina si era messa in moto, ed era giunto per noi il momento di realizzare il nostro primo toy prodotto in serie.

Dopo svariate ore di netsurfing selvaggio, qualche ordine su internet e al brico, e diversi bozzetti ripescati dai cassetti il nostro toy viene alla luce.

L’articolo invece nasce dalla voglia di condividere passo passo quello che c’è dietro l’autoproduzione: i pro, i contro, gli errori e i traguardi; tutte cose che rendono il pezzo finito una gran cosa per noi che lo facciamo ma anche per chi, speriamo, vorrà provarlo sulla sua pelle realizzando il proprio toy, e perchè no, magari provando ad ottenere una copia del nostro ; )

Dopo questa introduzione partiamo con i materiali necessari:

- il master (l’originale) del vostro toy, che potete realizzare con paste modellabili di vario genere.

- gomma siliconica per stampi, acquistabile in rete o in negozi di belle arti e modellismo ben forniti

- resina da colata, ce ne sono di vari tipi in commercio, sempre dove vendono le gomme siliconiche.

- una camera a vuoto (vedremo nella seconda parte dell’articolo che cos’è)

- carta stagnola

- pongo o altra pasta modellabile simile

- lego o altri mattoni per bambini

- un bilancino di precisione (se state sogghignando sapete cos’è e forse ce l’avete già) o una bilancia da cucina

- olio di vaselina, reperibile in ferramenta e farmacia

- guanti e mascherina, nastro adesivo/elastici, carta vetrata, etc


PRIMO PASSO: REALIZZARE IL MASTER

Ci sono svariati modi per modellare o scolpire un toy, come usare resine modellabili, das, fimo, legno, creta, etc.. in ogni caso troppi per approfondirli tutti, perciò parleremo solo di quello che abbiamo usato noi questa volta.

Il master è stato realizzato in fimo bianco (una pasta modellabile simile al cernit che va cucinata in forno) partendo da un’armatura di fil di ferro ricoperta di carta stagnola.

Space Dog Designer Toy- realizzazione del master

Questo sistema serve ad evitare un peso elevato e uno spreco devastante di fimo, che costa molto di più della stagnola. La cosa migliore di questo materiale è che può essere, con la dovuta attenzione, semi-cotto più volte, permettendo di fissare mano a mano i progressi prima di proseguire, ed evitando di pasticciare le zone finite lavorando ad altre. Seguendo questo principio abbiamo realizzato in sequenza corpo, testa, braccia e infine orecchie.

Space Dog Designer Toy- realizzazione del master

A meno che non abbiate dita liscissime o molta esperienza (cose entrambe che noi non ci vantiamo di avere) l’ultimo step sarà quello di carteggiare con carta vetrata via via più fine il toy, ovviamente dopo averlo cotto definitivamente, per renderlo il più omogeneo e liscio possibile; questo perchè il silicone tende a riprodurre ogni minimo particolare, anche quelli indesiderati.

Space Dog Designer Toy- realizzazione del master

SECONDO PASSO: LO STAMPO IN SILICONE

Anche per quanto riguarda gli stampi ci sono diverse soluzioni possibili, quella da noi usata è quella dello stampo bivalve, cioè uno stampo formato da due metà distinte.

Il primo passo per realizzarlo è stato creare una base di pongo un po’ più estesa del nostro toy, sul quale questo è stato adagiato. Poi abbiamo ricoperto di pongo la metà inferiore del toy “sdraiato”, creando una sorta di blocco e facendo attenzione a far aderire perfettamente e il più linearmente possibile il materiale ai lati del toy. In questa operazione bisogna cercare di immaginare la linea ottimale per sezionare l’oggetto da clonare, facendo in modo che ogni sua parte stia per metà coperta e per metà no rispetto all’asse che si sceglie come riferimento, e che varia in base alla forma dell’oggetto (in questo caso l’unico accorgimento erano le orecchie, sarebbe stato un errore coprirle completamente).

Space Dog Designer Toy- realizzazione dello stampo

Ultimata questa parte abbiamo costruito intorno alla base in pongo una cassaforma di lego, e riempito tutte le aree non ancora piene di pongo (principalmente quelle lungo i quattro lati della scatola). Poi abbiamo lisciato il tutto il più possibile con una spatolina di metallo bagnata, per renderlo un piano omogeneo.

Space Dog Designer Toy- realizzazione dello stampo

Fatto?

Infine abbiamo creato sul fondo dei piedi del toy due bozzi di pongo, uno grande a imbuto e uno più piccolo e regolare, rispettivamente i futuri canali di entrata resina e uscita aria del nostro stampo.

L’ultimo accorgimento è creare dei piccoli avvallamenti ( per esempio con il retro arrotondato di una penna bic) sparsi per il piano di pongo (ma non troppo vicini al toy!!), che servono da “guide” affinchè i due lati dello stampo combacino poi perfettamente.

Space Dog Designer Toy- realizzazione dello stampo

Ora possiamo ricoprire tutto di un sottile velo di olio di vaselina per facilitare l’antiaderenza del silicone che verseremo con le varie parti. Non preoccupatevi se l’olio di vaselina sembra sciogliere il pongo, basta metterne poco e questo faciliterà l’adesione alle altre parti, oltre che rendere il pongo più liscio.

Infine possiamo miscelare il silicone col suo catalizzatore e versarlo lentamente nello stampo. E’ importante seguire attentamente le istruzioni del prodotto che si utilizza per quanto riguarda la miscelazione dei due componenti, magari aiutandosi con una bilancia e una siringa.

Nel nostro caso non avevamo un bilancino ma una bilancia casalinga, che non avendo un’elevata precisione ci ha gentilmente consentito di sbagliare la prima miscela del silicone e per questo, come vedrete poi, avremo le due valve di colori diversi (e di morbidezze leggermente diverse).

Space Dog Designer Toy- realizzazione dello stampo

Lasciato indurire il silicone per il tempo dovuto (per noi 12-14 ore) abbiamo rovesciato lo stampo ed estratto con cura tutto il pongo ma non il toy, mantendendo solo il pongo all’interno dei due canali, che è stato sistemato e levigato nuovamente per ottenere di nuovo una forma semicircolare.

Finita la pulizia dello stampo si può stendere un nuovo velo di olio, come per la prima metà. In questo caso bisogna fare più attenzione a coprire bene tutto il silicone già indurito, perchè questo materiale ha la tendenza a fondersi con se stesso nella fase di catalizzazione (il che vuol dire che se non lubrifichiamo ci ritroviamo con un parallelepipedo compatto di silicone con sigillato dentro il nostro malcapitato toy).

Poi abbiamo versato la seconda colata di silicone (notare il colore più scuro rispetto alla prima colata).

Una volta indurita anche questa parte abbiamo staccato lentamente il lego dai lati fino a liberare lo stampo.

Space Dog Designer Toy- realizzazione dello stampo

..E se siete amanti dei materiali gommosi come noi questa fase sarà divertentissima!

Space Dog Designer Toy- realizzazione dello stampo

Liberato lo stampo abbiamo delicatamente staccato le due valve l’una dall’altra, liberando poi il toy. L’accorgimento di lubrificare è servito ma non del tutto, infatti in alcuni punti abbiamo leggermente strappato il silicone, fortunatamente senza causare rotture nella parte di colata nè compromettendo la simmetria dello stampo (se non combacia bene addio copie).

Space Dog Designer Toy- realizzazione dello stampo

Ora ripuliamo il tutto da residui di olio e pongo, e controlliamo che tutto sia andato a buon fine. Per mantenere rigido e chiuso lo stampo nelle future colate abbiamo anche creato due sagome di poliver (tipo plexy ma vanno bene anche compensato o cartone) e chiuso il tutto con degli elastici spessi.

Space Dog Designer Toy- realizzazione dello stampo

Per ora l’articolo finisce qui, continueremo con la parte relativa alla colata della resina e alla nascita vera e propria del toy nella seconda parte. Ciao!