Violenza Psicologica live: riflessioni sulla schiavitù moderna.

15/11/2009

Ieri sera siamo stati invitati a vedere il primo live a Vicenza dei nostri amici Violenza Psicologica…spettacolari! Non solo per la bellissima fusione di voce lirica e ritmiche pesanti e velocissime, ma anche per i testi delle canzoni (sia in inglese che in italiano) ed il modo in cui venivano interpretati teatralmente…ripeto, spettacolari! E’ stato stranissimo: un concerto metal (per definirlo in modo spiccio) in cui c’era poco pogo perchè eravamo tutti lì fermi ad ascoltare le parole ed a rifletterci sù! Sì, perchè i nostri amici sono politicamente scorretti, e parlano del mondo di oggi, di come ci siamo ridotti ad una moderna schiavitù, di come ci vediamo derubare delle nostre libertà, di come le autorità fanno repressione chiamandola protezione! Sono cose che nel nostro piccolo sentiamo tutti, cose di cui cominciamo davvero ad essere stanchi, cose che ci porteranno a reagire con violenza alla violenza psicologica che subiamo…

E giusto per caricare l’animo di sdegno dopo le parole cantate da Bastos (voce) e accompagnate dalle parti strumentali distruttive di Daiki (chitarra), Barbo (basso) e Bez (batteria), ci siamo ritrovati a leggere oggi un bel post del Blog di Beppe Grillo che parla dell’ennesima morte “tra le braccia dello Stato” ovviamente taciuta dai media e coperta dall’omertà che regna sovrana tra le cosiddette forze dell’ordine. Il nome di Giuseppe Uva si aggiunge ai già tanti che conosciamo, come Federico Aldrovandi, Riccardo Rasman, Aldo Bianzino, Stefano Cucchi, e ai troppi di cui ignoriamo l’esistenza.

I primi sei mesi dell’anno si chiudono con un bilancio da “Bollettino di guerra” per le carceri italiane: in 181 giorni sono morti 89 detenuti (1 ogni 2 giorni, in media) e 34 di loro si sono suicidati

(Fonte: Francesco Morelli di Ristretti Orizzonti).

Questo l’abbiamo letto in un interessante articolo scritto da un ergastolano che è stato pubblicato su  nutrimente.myblog.it.

Sono solo poche cose in una marea di informazoni che solo in rete si possono recuperare…e questo fa paura…ma soprattutto fa rabbia!

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